Gli interventi locali e di riparazione: le pareti
esistenti
Le nuove NTC
2008 e la Circolare Esplicativa n.617 del 2009 introducono alcuni
nuovi concetti in merito al risanamento e intervento sugli edifici
esistenti in muratura portante.
Rispetto alle precedenti norme (D.M. 96 e precedenti) viene
introdotto il concetto di "livello di conoscenza dell'edificio",
viene proposta la classificazione degli interventi possibili in
adeguamenti, miglioramenti e interventi locali o riparazioni e,
infine, si introducono specifiche metodologie di calcolo nel caso
si debba analizzare il comportamento globale dell'edificio murario
(analisi statica, dinamica, lineare, non lineare).
Relativamente ai soli interventi locali e di riparazione si osserva
che le tecniche di intervento sono sostanzialmente analoghe a
quelle previste dalle norme previgenti, utilizzando per le
verifiche i criteri previsti dalle nuove Norme Tecniche.
Interventi
sulle pareti esistenti
Al di
là della tipologia di intervento, per una corretta
progettazione occorre, per ogni livello, conoscere l'esatta altezza
di interpiano, lo spessore delle pareti al netto dell'intonaco e la
tipologia della muratura. Inoltre appare quanto meno indispensabile
valutare se la muratura ha continuità ai piani superiori e
inferiori.
In mancanza di specifiche prove sperimentali, i valori delle
caratteristiche meccaniche della muratura possono essere stimati in
base alla tab. C8.A.2.1 o, in mancanza di altri riferimenti,
facendo riferimento ad indicazioni contenute nella letteratura
tecnica di comprovata validità.
Ai fini delle verifiche che devono essere condotte per la tipologia
di interventi locali o riparazioni si ritiene opportuno adottare i
valori medi tra quelli proposti, senza scalarli per il fattore di
confidenza FC.
Inoltre, come indicato al p.to 7.8.1.5.2 e C8A.2 si può fare
riferimento alla rigidezza in condizioni fessurate e quindi
considerare i valori medi di E e G ridotti (50%).
Infine, i valori della tab. C8.A.2.1 devono essere corretti in
funzione delle caratteristiche della malta, dell'altezza dei giunti, della
presenza di ricorsi o listature, di diatoni (elementi di
collegamento trasversali). I coefficienti correttivi sono indicati
nella Tab. C8A.2.2.
Un classico intervento locale è rappresentato, durante una
ristrutturazione di un edificio in muratura, dall'apertura di nuovi
vani e, eventualmente, dalla chiusura di vani esistenti.
Tali interventi sono molto comuni e a volte abusati sia in numero
che in dimensione, nonché scoordinati tra loro.
Le indicazioni per il dimensionamento e verifica di tali interventi
sono suggerite al punto C8.4.3.
In dettaglio, ai fini del
dimensionamento degli elementi e della parete nel suo stato di
progetto, deve essere dimostrato:
§ che la
rigidezza dell'elemento variato (parete) non cambi
significativamente rispetto allo stato preesistente (±
15%);
§ che la
resistenza e la capacità di deformazione, anche in campo
plastico, non peggiorino ai fini del comportamento rispetto alle
azioni orizzontali. Il taglio ultimo della parete e lo spostamento
ultimo dovranno essere superiori ai valori dello stato
iniziale.
§ Dovrà
essere sufficientemente dimostrato che tale intervento non cambia
significativamente il comportamento globale della
struttura.
Tecnicamente,
il ripristino della rigidezza può avvenire secondo le
tecniche previste al punto C8.A.5.5 e C8.A.5.6: di consueto si
opera con l'inserimento di telai metallici rigidi e chiusi in
acciaio (profilati IPE/HE) o in c.a. a cerchiatura del vano di
progetto oppure con rinforzi sulle porzioni di murature residue
laterali. Le verifiche di cui sopra si effettueranno comparando la
parete nello stato ante-operam e la
parete post-operam, comprensiva degli interventi di
rinforzo.
Nel caso si adottino cerchiature metalliche o in c.a.
occorrerà verificare (SL) le sezioni e le unioni secondo le
sollecitazioni derivanti
dall'analisi eseguita secondo le NTC 2008.
Ovviamente, il processo di cantierizzazione e la corretta posa in
opera è determinante per la buona riuscita dell'intervento
di rinforzo. Nel dettaglio, nel caso di inserimento di una
cerchiatura in acciaio occorre che questa venga messa in carico
all'interno della muratura di perimetro, al fine di solidarizzarle
con l'esistente e renderla "attiva". L'operazione di caricamento
della cerchiatura avviene in genere mediante l'ausilio di
martinetti idraulici o altri tipi di attuatori. Possono essere
utilizzati anche dei tirafondi in acciaio da ancorare alla muratura
mediante specifiche resine epossidiche.
Nel caso si debba anche procedere al consolidamento della parte
restante della parete, si può procedere al placcaggio
mediante betoncino armato, da realizzarsi su entrambe le facce del
setto.
Sono da evitare aperture di nuovi vani in prossimità degli
spigoli o degli innesti ortogonali con altri muri e aperture che
elimino totalmente una o più pareti portanti, a meno che non
si proceda a nuova verifica globale dell'organismo resistente
murario.
Quando occorra spostare aperture esistenti (porte o finestre)
occorre rispettare quanto più possibile la
verticalità delle aperture, considerando soprattutto la
posizione dei pieni e dei vuoti ai livelli superiori ed
inferiori.