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L'azione sismica sulle murature

Le nuove norme tecniche definiscono l'azione sismica in funzione di numerosi parametri, tra cui: la posizione geografica del sito, la categoria del sottosuolo, le specifiche topografiche, la tipologia di fabbricato e la sua destinazione d'uso, lo stato limite di riferimento.
Dallo studio dell'analisi sismica è risaputo come l'eccitazione sismica si manifesta mediante un accelerazione del terreno, orizzontale e verticale.
Mediamente, nell'ambito del territorio italiano, la durata significativa di un evento sismico è dell'ordine dei 30 secondi, con un massimo dell'accelerazione intorno ai primi 4-6 secondi.
Ovviamente, ogni terremoto ha un determinato andamento di input accelero metrico, sia come distribuzione nel dominio del tempo che in quello delle frequenze. Ne consegue che ogni evento sismico ha uno spettro di risposta; la normativa fornisce spettri di risposta semplificati, tali da essere utilizzati con più facilità nei calcoli dell'entità sismica. Gli spettri di risposta proposti dalla Normativa dipendono dal periodo di oscillazione della struttura e dal suo smorzamento.

In particolare, le norme tecniche forniscono anche un valore approssimato del periodo di vibrazione di una struttura, detto "periodo fondamentale", prevalentemente funzione dell'altezza dell'edificio e della sua tipologia realizzativa.
Anche le condizioni geotecniche locali tendono ad influenzare l'azione sismica di progetto; le norme tecniche caratterizzano l'amplificazione sismica locale in funzione della tipologia dei terreni interessati dalla costruzione nonché da alcune specifiche topografiche. In particolare, la caratterizzazione sismica del sottosuolo avviene determinando la velocità media delle onde sismiche di taglio nei primi 30metri di profondità del sottosuolo.

Le norme tecniche, prevedono la determinazione sia di spettri elastici che di progetto; i secondi, validi sia per componenti orizzontali che verticali, vengono ottenuti dai primi scalando opportunamente le componenti di accelerazione sismica mediante i coefficienti di struttura "q". L'utilizzo di spettri di progetto scalati da quelli elastici consente di tenere in conto le capacità dissipative delle strutture murarie mediante l'introduzione del fattore riduttivo delle forze elastiche.


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