Edifici in Muratura: apertura nuovi vani in pareti
portanti
Relativamente
a quanto richiesto e riportato nelle NTC 2008, l'intervento di
apertura di un nuovo vano in una parete portante si configura come
"riparazione o intervento locale", a condizione che si dimostri che
la rigidezza dell'elemento variato non muti significativamente e
che la resistenza e la capacità di deformazione, anche in
campo plastico, non peggiorino ai fini del comportamento nei
confronti delle azioni orizzontali.
In dettaglio,
l'allegato 11.E dell'O.P.C.M 3274/2003, ripreso e confermato dal
punto 8.7.4 delle N.T.C. 2008 e Circolare esplicativa n.617/2009,
prevede che la realizzazione di nuove aperture nelle pareti
portanti di una struttura in muratura sia accompagnata dalla
realizzazione di opportuno telaio irrigidente chiuso di rigidezza e
resistenza tali da ripristinare
le condizioni precedenti alla realizzazione
dell'apertura.
Erroneamente,
si è portati a pensare che la perdita di rigidezza
conseguente l'apertura del vano sia pari alla rigidezza della
muratura da asportare; tale ipotesi non è assolutamente
corretta, anche perché porterebbe all'assurdo che minore
è l'altezza della porzione da asportare, maggiore è
la perdita di rigidezza.
AL contrario,
correttamente la perdita di rigidezza conseguente l'apertura di un
vano può con adeguata esattezza porsi pari alla differenza
di rigidezza della parete ante e post intevento:

Nelle ipotesi
previste in GEODEP è possibile scegliere se utilizzare
rigidezze fessurate o non fessurate, nonché valutare o meno
il contributo delle fasce di piano.
Considerando
il contributo delle fasce di piano la rigidezza non fessurata del
singolo maschio murario è data dalla seguente
espressione:

In cui
h* viene valutata come altezza netta del maschio murario
compreso tra due estremi, tra due aperture o tra un estremo e
un'apertura.
Nel caso in
cui non si consideri il contributo delle fasce di piano la
rigidezza non fessurata del singolo maschio murario è data
dalla seguente espressione:

In cui
h* viene valutata come altezza di piano (da estradosso a
estradosso).
Le rigidezze
fessurate vengono eventualmente ottenute in automatico da quelle
non fessurate dividendole per 2.
Noto il valore di 
si confronta tale valore con la sommatoria

delle rigidezze offerte dai piedritti inseriti nel modello
dall'Utente. La verifica si ritiene soddisfatta se ovviamente
risulta:
